Pollo: cosa si rischia se non è ben cotto

Se la carne di pollo è poco cotta ed è contaminata, si può entrare in contatto con batteri molto pericolosi e persino letali. Ecco come non correre rischi per la salute.

carne di pollo gratis insalata

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La carne di pollo ha molti vantaggi: è morbida e digeribile, gustosa e magra, veloce da cuocere e versatile in cucina (arrostita, a cotoletta, a scaloppina, al forno, fritta, al vapore, in umido, allo spiedo, farcita, in insalata e nei sandwich). Inoltre piace molto ai bambini.

Tuttavia, nonostante questi pregi può essere molto pericolosa quando è cruda.

Il rischio maggiore è legato ai batteri, che possono essere presenti sulla carne e svilupparsi se gli animali vengono macellati e lavorati in ambienti che non applicano con attenzione le corrette pratiche igieniche per evitare la contaminazione crociata. In questi casi è facile che i microrganismi, che normalmente vivono negli intestini degli animali (come Salmonella, Campylobacter ed Escherichia coli) si ritrovino poi sulla carne acquistata.

Il pollo, a differenza del bovino e del suino non è un mammifero, ma un uccello. Questa distinzione non è soltanto tassonomica, bensì ha anche alcune conseguenze in termini pratici. Infatti gli uccelli sono insensibili verso alcune malattie, come quella causata dal Campylobacter, che per noi è un patogeno e di cui la carne di pollo rappresenta la fonte di infezione più comune. Pertanto mangiando il pollo crudo o poco cotto rischiamo di assumerlo. La campylobatteriosi inoltre è una delle malattie di origine alimentare più sottostimata in assoluto, che di solito determina dolori addominali, vomito, diarrea e febbre, ma in soggetti più sensibili può causare patologie più gravi come l’artrite reattiva, la meningite, la sindrome di Guillain-Barré (con paralisi progressiva degli arti) e persino il decesso.

Anche l’Escherichia coli in genere non è pericoloso per la salute, al massimo può causare diarrea e crampi addominali. Tuttavia esistono alcuni ceppi che possono provocare seri problemi, a volte persino con esiti letali. Tra questi c’è l’Escherichia coli O157:H7 che, secondo studi microbiologici, clinici ed epidemiologici è uno dei più temibili patogeni a trasmissione alimentare. Questi batteri producono verocitossine molto aggressive, che danneggiano la mucosa intestinale ed entrano nel circolo sanguigno, scatenando crampi addominali, vomito e diarrea sanguinolenta e a volte la Sindrome Emolitico Uremica (SEU) con il conseguente decesso, in soggetti più sensibili come bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con basse difese immunitarie.

Prevenzione

Ecco alcuni consigli per non correre rischi per la salute.

  • Rispettare l’igiene: è molto importante lavarsi accuratamente le mani con acqua calda e sapone prima di manipolare gli alimenti e dopo aver toccato la carne cruda, come anche lavare accuratamente con acqua calda e detersivi tutte le superfici e gli utensili che sono entrati in contatto con la carne cruda. Inoltre occorre usare taglieri separati per la carne e gli altri alimenti.
  • Non lavare la carne. Secondo la Food Standard Agency (FSA), il lavaggio sotto l’acqua corrente non elimina gli eventuali microrganismi che possono essere presenti sul pollo, ma aumenta il rischio di contaminazione crociata. Per rimuovere i residui di sangue è sufficiente l’uso di carta assorbente leggermente inumidita.
  • Cuocere bene il pollo: è fondamentale far cuocere sempre bene la carne di pollo, in modo che il calore possa penetrare all’interno e distruggere i batteri. Basta una cottura di 75°C al cuore del prodotto per almeno 3 minuti per rendere il cibo sicuro. Inoltre, bisogna accertarsi che all’interno della carne di pollo non ci sia il tipico colore rosa del prodotto crudo.
  • Evitare le contaminazioni crociate. Dopo la cottura il pollo va consumato nel più breve tempo possibile, per evitare che si possano verificare successive contaminazioni batteriche e non si deve riporre la carne cotta sui piatti entrati in contatto con la carne cruda. Se rimangono degli avanzi è opportuno trasferirli in contenitori puliti con chiusura ermetica. Altrettanto importante è evitare che il pollo cotto rimanga per lungo tempo a temperatura ambiente e appena possibile la carne va riposta in frigorifero a temperature inferiori a 5°C, come consiglia l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Inoltre, in frigo la carne cotta va tenuta separata e lontana dai cibi crudi, quali frutta e ortaggi.

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