Ultimo aggiornamento 29/01/2024

Immagina di sederti a tavola, affamato e desideroso di un pasto sano. Quello che potresti non sapere è che il tuo cibo potrebbe nascondere un nemico invisibile: l’arsenico. L’ultima valutazione del rischio condotta dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) solleva preoccupazioni legittime sulla presenza di arsenico inorganico negli alimenti e i suoi potenziali rischi per la salute.

Questo articolo esplora le nuove scoperte, i rischi per la salute, gli alimenti coinvolti e quanto siamo realmente esposti.

Le novità dall’EFSA

I risultati della recente valutazione dell’EFSA confermano le preoccupazioni già emerse nel 2009 sulla presenza di arsenico inorganico negli alimenti.

La novità più rilevante è l’abbassamento del valore di riferimento per la dose minima giornaliera potenzialmente nociva, ora fissato a 0,06 microgrammi per chilo di massa corporea al giorno, anziché 0,3-8 microgrammi.

Questa nuova soglia è strettamente connessa all’incremento del rischio di cancro alla pelle, il quale è l’effetto nocivo più significativo legato all’arsenico inorganico.

Seguimi su Facebook. Clicca qui

Arsenico negli alimenti e rischi per la salute

L’arsenico inorganico, anche in dosi basse o moderate, è stato associato a una serie di gravi problemi di salute.

Oltre al rischio di cancro alla pelle, si segnalano tumori polmonari e della vescica, aborti spontanei, effetti sullo sviluppo neurologico, malattie renali croniche e disturbi cardio-circolatori.

Questi rischi toccano sia adulti che bambini, rendendo cruciale una comprensione approfondita della nostra esposizione quotidiana.

Quali alimenti sono coinvolti?

L’arsenico è un contaminante onnipresente, derivante sia da fonti naturali che da attività umane.

Le principali fonti di esposizione per la popolazione europea sono il riso, i cereali e i prodotti correlati. Anche l’acqua potabile contribuisce all’esposizione, sebbene generalmente a bassi livelli in Europa.

È essenziale approfondire la consapevolezza su questi alimenti per ridurre il rischio di esposizione.

Seguimi su Instagram. Clicca qui

Arsenico negli alimenti: quanto siamo esposti?

L’EFSA utilizza il margine di esposizione (MOE) per valutare il rischio di sostanze nocive nella catena alimentare. Si tratta del rapporto tra due fattori: il quantitativo di contaminante al quale si osserva il primo effetto nocivo misurabile di piccola entità e il livello di esposizione di una data popolazione alla sostanza in esame.

Un MOE basso indica un rischio più elevato. Se questo è pari o inferiore a 1 corrisponde ad un livello di esposizione all’arsenico inorganico collegabile ad un aumento del rischio di cancro della pelle.

Sulla base di studi sull’uomo, i MOE per gli adulti si collocano tra 2 e 0,4 per i consumatori medi e tra 0,9 e 0,2 per i forti consumatori.

Questi valori suggeriscono un rischio significativo per la salute e sollevano l’urgenza di intervenire per limitare l’esposizione.

Iscriviti gratuitamente alla mia Newsletter. Clicca qui

Conclusioni e prospettive future

Mentre l’EFSA attualmente concentra la sua attenzione sull’arsenico inorganico, la valutazione dei rischi legati all’arsenico organico è ancora in corso.

Solo dopo questa analisi sarà possibile comprendere appieno i rischi derivanti dall’esposizione congiunta a entrambe le forme di arsenico presenti negli alimenti.

Per proteggere la nostra salute, è essenziale monitorare da vicino gli sviluppi futuri e adottare pratiche alimentari più consapevoli.

In un mondo in cui la sicurezza alimentare è fondamentale, prendere coscienza dei rischi legati all’arsenico negli alimenti è un ulteriore passo verso una dieta più sicura e salutare.

La tua salute potrebbe essere esposta a questo contaminante. Ma con la conoscenza giusta, puoi fare scelte informate per proteggerti e garantire che il cibo nel tuo piatto sia davvero sicuro.

© Riproduzione riservata

Sostieni Cibo Sicuro Nel Piatto Dona ora