Il sale è indispensabile per stare bene e nelle giuste dosi non fa male. Serve per tonificare le pareti dei vasi sanguigni. Ma anche per regolare la quantità di acqua presente nel corpo umano. Infatti per funzionare correttamente, il nostro organismo ha bisogno ogni giorno di 5 grammi di sale. È l’equivalente di un cucchiaino da caffè. Un fabbisogno che è largamente soddisfatto dal sale contenuto negli alimenti che mangiamo quotidianamente. In effetti ogni giorno secondo le stime, in Italia mangiamo troppo salato, perché ne ingeriamo circa 10 grammi, ovvero il doppio della quantità necessaria.

Ecco perché l’OMS ha lanciato l’allarme per un suo uso eccessivo. Inoltre ha chiesto alle istituzioni e alle società scientifiche di ridurre  del 30% il consumo globale di sale entro il 2025. 

Quali rischi corriamo se mangiamo troppo salato?

Anche noi consumatori dobbiamo fare la nostra parte. Possiamo acquisire la consapevolezza che mangiamo troppo salato e dei problemi di salute connessi. Quindi possiamo cercare di limitarne le quantità giornaliere assunte.

Infatti, un consumo eccessivo di sale è un fattore determinante per l’aumento della pressione arteriosa. Da essa consegue un aumento del rischio di insorgenza di gravi patologie cardio-cerebrovascolari correlate all’ipertensione. Si tratta dell’infarto del miocardio e dell’ictus cerebrale. Inoltre, l’assunzione di sale è stato associato anche ad altre malattie cronico-degenerative, quali i tumori dell’apparato digerente, in particolare a quelli dello stomaco. Poi è correlato anche all’osteoporosi e alle malattie renali.

Come possiamo sapere se mangiamo troppo salato?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non introdurre più di 2 grammi di sodio con la dieta giornaliera. Corrispondono a circa 5 grammi di sale da cucina, essendo costituito per il 40% da sodio. Purtroppo spesso superiamo questa dose, sottovalutando l’apporto di alcuni cibi insospettabili.

Ma, per scoprire quanto sale consumiamo, possiamo rispondere al questionario di autovalutazione disponibile sul sito della SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana). Si tratta di un’azione di sensibilizzazione per ridurne il consumo, indagando sulle abitudini alimentari degli italiani. Inoltre come consumatori possiamo mettere in pratica una serie di azioni virtuose per diminuirne l’uso.

Come ridurre il consumo di sale?

  1. Scolare e sciacquare verdure e fagioli in scatola. Inoltre mangiare più frutta e verdure fresche.
  2. Provare a diminuire gradualmente l’aggiunta di sale ai piatti preferiti. Il palato si adatterà al nuovo gusto.
  3. Usare erbe, spezie, aglio e limone al posto del sale per aggiungere sapore ai piatti.
  4. Mettere il sale e le salse salate lontano dalla tavola. Così i giovani non prenderanno l’abitudine di aggiungere sale.
  5. Controllare le etichette nutrizionali dei prodotti alimentari prima di acquistarli. Ciò aiuterà a scegliere quelli con minor contenuto di sale. Cioè inferiore a 0,3 grammi per 100 grammi.

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