Il microonde ha conquistato le cucine italiane. Ormai è presente in due famiglie su tre. Ciò grazie a praticità, facilità e velocità d’uso. A favorirne la diffusione, superando i tanti pregiudizi del passato, sono stati due aspetti. Uno è la possibilità di semplificare le operazioni, perché permette di preparare un pasto in pochi minuti. L’altro è la capacità di consentire una cottura più dietetica dei cibi, senza aggiungere grassi e condimenti. Ma è importante usarlo bene, soprattutto nelle pratiche quotidiane più semplici, come riscaldare i cibi già cotti. Questo per non correre il rischio di contrarre malattie a trasmissione alimentare dovute a batteri e microrganismi pericolosi per la salute.

La Food Standards Agency e l’European Food Information Council, come riportato dal quotidiano Independent, hanno individuato quattro alimenti a cui prestare attenzione per evitare spiacevoli inconvenienti.

Cibi da non riscaldare nel microonde: in quali casi?

Pollo

Il rischio è dovuto all’elevata contaminazione batterica che può verificarsi nella carne cruda di pollo, per la presenza di Salmonella o Campylobacter, che solo con una cottura adeguata si possono abbattere.

Poiché all’interno del forno, le microonde non penetrano in maniera uniforme in tutte le parti della carne, alcune zone si riscaldano meno di altre e i patogeni potrebbero sopravvivere. Inoltre, le onde penetrano per circa due centimetri nella carne e negli strati più profondi il riscaldamento avviene solo per induzione. Pertanto occorre girare spesso la carne per assicurarsi un riscaldamento uniforme e stendere bene le fette sul piatto.

Un altro aspetto che rende il pollo meno adatto rispetto ad altre carni al riscaldamento nel microonde è la sua elevata densità di proteine. Infatti durante l’operazione queste molecole si scompongono e possono causare problemi allo stomaco.

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Riso: tra i cibi da non riscaldare nel microonde. Quando?

Secondo la Food Standards Agency per il riso cotto più che il riscaldamento è determinante il modo in cui viene conservato dopo la cottura. Il riso può contenere alcuni batteri patogeni, che generalmente muoiono con il calore.

Ma a volte producono delle spore molto resistenti alle alte temperature, come nel caso del Bacillus cereus. Se il riso è rimasto per molte ore fuori dal frigo a temperatura ambiente, le spore rimaste dopo la cottura si saranno trasformate in batteri. Tali microrganismi si moltiplicano e producono tossine, che possono causare vomito e diarrea. E il riscaldamento nel microonde potrebbe non riuscire ad eliminarle, perché sono necessarie temperature più elevate.

Patate

Anche con le patate il problema non sta nel riscaldarle, ma in come si conservano dopo la cottura. Se si lasciano a temperatura ambiente, le condizioni possono stimolare la crescita del Clostridium botulinum, il batterio del botulismo. Ciò soprattutto se sono state cotte e poi conservate nella carta stagnola, che impedisce all’ossigeno di penetrare. E riscaldando le patate nel microonde, non sempre si riescono ad uccidere questi batteri e le loro potenti tossine.

Bisogna considerare che la Food and Drug Administration (FDA) ha classificato le patate cotte come un alimento potenzialmente pericoloso. Ciò in seguito a diverse epidemie di botulismo che si sono verificate negli USA.

Funghi

I funghi contengono delle proteine che possono essere facilmente distrutte da enzimi e microrganismi. Pertanto se vengono conservati male si deteriorano piuttosto velocemente. Inoltre dopo il riscaldamento possono causare mal di stomaco. Invece quando si conservano in frigoper non più di 24 ore, non si corrono rischi per la salute riscaldandoli ad una temperatura di circa 70°C, come quella raggiunta all’interno dei forni a microonde.

Cibi che si possono riscaldare nel microonde: spinaci e altre verdure

Gli esperti avevano indicato di non riscaldare gli spinaci e altre verdure a foglia verde con il forno a microonde. Ciò a causa delle alte concentrazioni di ione nitrato, che avevano asserito mutassero in nitrosammine. In realtà nitrati sono innocui, ma possono trasformarsi in nitriti e successivamente in nitrosammine, che sono cancerogene.

Però bisogna considerare che l’European Food Information Council ha formulato un nuovo parere. Esso stabilisce che il microonde non incide sul meccanismo di trasformazione dei nitrati in nitrosammine negli spinaci e nelle verdure a foglia verde.

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Buone pratiche

In generale per prevenire l’insorgenza delle malattie dovute a germi tossine che si possono sviluppare in caso di contaminazione o cattiva gestione del cibo è fondamentale conoscere e applicare a tutti i livelli i cinque principi base per alimenti più sicuri indicati dall’OMS.

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