Ultimo aggiornamento 18/12/2023

Il salmone affumicato è al centro di una preoccupante epidemia di Listeria monocytogenes che ha colpito diversi Paesi europei, con particolare rilevanza in Italia e Germania.

L’allarme è stato lanciato dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

L’epidemia di listeria da salmone affumicato

Tra il 2022 e il 2023, Italia e Germania, insieme ad Austria, Belgio e Paesi Bassi, hanno registrato 17 casi di infezione e due decessi a causa di questa contaminazione, soprattutto tra la popolazione anziana.

Tecniche avanzate di tipizzazione molecolare hanno identificato una variante di Listeria monocytogenes legata ai casi riportati.

L’analisi dei dati ha evidenziato un collegamento con due stabilimenti lituani che hanno distribuito il salmone affumicato contaminato nelle reti di vendita al dettaglio di Italia e Germania.

Il rapporto congiunto EFSA-ECDC rivela che nel 2023 l’Italia ha segnalato cinque casi di listeriosi, di cui tre avevano consumato salmone affumicato nei 30 giorni precedenti allo sviluppo dei sintomi. Una delle persone coinvolte ha sviluppato meningite nel luglio 2023.

Nonostante la rara frequenza, la listeriosi è una malattia grave con elevati tassi di ricovero ospedaliero e decessi.

Nel 2017, nell’Unione Europea, sono stati riportati circa 2.400 casi. Nel 2021, la listeriosi è stata la quinta zoonosi più segnalata, registrando un aumento del 14% con 2.183 casi.

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Epidemia di listeria da salmone affumicato: come cautelarsi

Per ridurre il rischio d’infezione, bisogna cuocere accuratamente i cibi, anche quando vengono normalmente consumati senza cottura.

Basta una cottura di 75°C al cuore del prodotto per almeno 3 minuti.

Questi consigli valgono soprattutto per i soggetti più sensibili. Si tratta di anziani, donne in gravidanza, neonati e adulti con basse difese immunitarie, che possono contrarre la forma più grave dell’infezione con meningiti e complicanze letali.

Il batterio che causa la listeriosi è molto diffuso nell’ambiente e si trova comunemente nel suolo, nell’acqua, nella vegetazione e nelle feci di numerose specie animali, senza che questi mostrino sintomi apparenti. Può contaminare qualunque livello della catena di produzione e consumo degli alimenti.

Può crescere e riprodursi a temperature variabili da 0°C a 45°C. Tende a persistere nell’ambiente e ad essere presente anche in alimenti trasformati, conservati e refrigerati.

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Alimenti associati alla listeriosi

  • Carne, pesce e verdure crude.
  • Latte non pastorizzato e latticini come formaggi molli e burro.
  • Cibi pronti (trasformati e preparati) inclusi hot dog, carni fredde tipiche delle gastronomie, insalate preconfezionate, panini e pesce affumicato.

Più raramente le infezioni possono verificarsi attraverso il contatto diretto con gli animali, le persone o l’ambiente contaminato.

Ma la Listeria, che può essere presente in diversi alimenti pronti, a differenza di molti altri batteri di origine alimentare, resiste negli ambienti salati e alle basse temperature (tra +2 °C e 4 °C).

Considerata la resistenza di questo batterio, insieme agli elevati tassi di mortalità nell’uomo, la manipolazione sicura degli alimenti riveste una grande importanza ai fini della prevenzione.

Pertanto per evitare il rischio di contaminazione, è fondamentale seguire buone pratiche di fabbricazione, prassi igieniche e un efficace controllo della temperatura lungo tutta la catena di produzione, distribuzione e conservazione degli alimenti, anche in ambiente domestico.

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Altri consigli per i consumatori

  • Pulire e sanificare il frigorifero in modo regolare con acqua calda, bicarbonato, aceto o prodotti specifici, al fine di evitare le contaminazioni crociate.
  • Tenere bassa la temperatura del frigo per limitare la potenziale crescita di batteri, come la Listeria, qualora fossero presenti negli alimenti pronti. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), consiglia di refrigerare gli alimenti ad una temperatura inferiore a 5 °C.

Epidemia di listeria da salmone affumicato: contromisure e indagini in corso

Gli esperti di EFSA e ECDC sottolineano la necessità di ulteriori indagini per individuare l’origine precisa della contaminazione, allo scopo di adottare misure di controllo e azioni di mitigazione.

La listeriosi, sebbene rara, richiede un’attenta gestione e comprensione per prevenire la diffusione dell’epidemia.

In conclusione, l’epidemia di Listeria monocytogenes da salmone affumicato richiede l’attenzione urgente delle autorità sanitarie e dei consumatori.

Controllare attentamente la provenienza degli alimenti e adottare pratiche di cottura sicure sono passaggi fondamentali per evitare il rischio di infezione.

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