Nell’Unione europea sono stati registrati 147 casi di Salmonella Agona. Si tratta di un’epidemia di Salmonella in cibi pronti. E potrebbe essere stata provocata dal consumo di alimenti contenenti cetrioli.

A comunicarlo è l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) con una nota. In particolare essa precisa che in cinque Paesi europei sono stati segnalati 147 casi di persone infettate da ceppi di Salmonella Agona. E di questi, 122 verificati a partire dall’inizio del 2017, mentre gli altri 25 casi identificati tra il 2014 e il 2016.

Il numero delle persone segnalate in ogni Paese è di: 129 nel Regno Unito, 15 in Finlandia, 1 in Danimarca, 1 in Germania e 1 in Irlanda. Ma al momento tale focolaio non ha raggiunto l’Italia.

Come specificato dall’EFSA, sono i prodotti pronti contenenti cetriolo quelli che potrebbero aver trasmesso la malattia. Tuttavia finora non è stato possibile identificare il punto specifico nella catena di produzione in cui si è verificata la contaminazione.

Quindi saranno necessarie ulteriori indagini lungo la filiera alimentare per identificarne la fonte. E finché non sarà nota potrebbero verificarsi nuovi casi. Pertanto, si consiglia di evitare il consumo di cibi pronti contenenti cetrioli. Almeno fino a quando non si avranno informazioni più dettagliate.

Per il momento 147 persone hanno sviluppato la salmonellosi. Si tratta di una tossinfezione alimentare che presenta sintomi quali diarrea, febbre e crampi addominali per 4-7 giorni. Ma i bambini, gli anziani e le persone immunodepresse possono sviluppare anche una forma più grave con batteriemie o meningiti.

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Prevenzione

In generale importanti misure di prevenzione della salmonellosi includono l’utilizzo di norme igieniche di base che possono risultare molto efficaci e si basano su semplici precauzioni di ordine igienico-sanitario e comportamentale.

Per quanto riguarda le corrette prassi igieniche da rispettare dal punto di vista alimentare, i batteri della salmonella sono facilmente eliminabili attraverso una buona cottura.

Ma pochi sanno che l’effetto sterilizzante del calore di cottura si annulla se, per esempio, il coltello usato per tagliare la carne cruda viene impiegato poco dopo per tagliare la carne cotta. Senza un adeguato lavaggio tra un’operazione e l’altra.

Altrettanto pericolosa è l’abitudine di rompere le uova, sottovalutando la potenziale carica infettiva del guscio. Infatti le piccole incrinature nel guscio possono permettere l’ingresso nell’uovo del batterio eventualmente presente nelle feci della gallina.

Nel mondo, si stima che il 50% delle epidemie di salmonellosi è dovuto a uova contaminate. Mentre la carne bovina e suina, consumata cruda o poco cotta, e i derivati del latte possono provocare, rispettivamente, il 15% e il 5% dei casi.

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Epidemia di salmonella nei cibi pronti: come ridurre il rischio di salmonellosi?

Ecco i consigli per diminuire il rischio di salmonellosi.

  • Lavare bene frutta e verdura prima della manipolazione e del consumo.
  • Sanificare tutti gli utensili e i macchinari usati per la produzione di alimenti.
  • Lavare accuratamente le mani con acqua calda e sapone prima, durante e dopo la preparazione degli alimenti.
  • Refrigerare gli alimenti preparati in piccoli contenitori, per garantire un rapido abbattimento della temperatura.
  • Cuocere bene tutti gli alimenti derivati da animali, soprattutto pollame, maiale e uova.
  • Proteggere i cibi preparati dalla contaminazione di insetti e roditori.
  • Evitare il consumo di uova crude o poco cotte, di gelati e zabaioni fatti in casa, o altri alimenti preparati con uova sporche o rotte.
  • Consumare solo latte pastorizzato.
  • Scongelare la carne in frigorifero e non a temperatura ambiente.
  • Evitare le contaminazioni tra i cibi, avendo cura di tenere separati i prodotti crudi da quelli cotti.
  • Pulire e sanificare il frigorifero con frequenza almeno mensile, meglio se ogni quindici giorni.
  • Evitare che persone infette preparino alimenti e assistano soggetti a rischio quali bambini, anziani e ammalati.

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