Farina di grilli: in quali alimenti si può trovare?

L’Unione europea ha autorizzato l’immissione della farina di grilli sul mercato: scopri cos'è, in quali alimenti potresti trovarla e come si riconosce.

Ultimo aggiornamento 16/06/2023

Dal 24 gennaio 2023 nei paesi dell’Unione europea è possibile commercializzare la farina di grilli, sotto forma di polvere parzialmente sgrassata da inserire negli alimenti. Ma dovrà esserne indicata la presenza nell’etichetta.

È quanto prevede il regolamento di esecuzione UE 2023/5 della Commissione, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale comunitaria il 4 gennaio. L’autorizzazione è stata concessa dopo il parere scientifico adottato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) il 23 marzo 2022.

Cosa ha concluso il parere scientifico dell’EFSA?

Dal documento dell’EFSA emerge come la polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus sia sicura, entro i limiti e secondo le condizioni previste per l’immissione sul mercato.

In particolare, il panel multidisciplinare di esperti dell’EFSA ha effettuato un’attenta analisi su modalità di allevamento e processo di produzione, sicurezza, profilo nutrizionale e tossicologico.

In seguito alla valutazione è emerso che il consumo di questi nuovi alimenti, costituiti soprattutto da proteine, grassi, fibre (tra cui principalmente la chitina) e minerali, non risulti critico dal punto di vista nutrizionale. Purché rispettino le specifiche proposte.

Ciò ad eccezione della possibile comparsa di reazioni allergiche provocate da una sensibilità individuale alle proteine di insetti. Ma anche da una reattività crociata con altri allergeni (come crostacei, molluschi e acari della polvere) o da allergeni provenienti dai mangimi per insetti, tra cui ad esempio il glutine.

Tuttavia, rispetto alla potenziale capacità di causare allergia, l’Autorità ha concluso che, anche se il consumo della farina di grilli potrebbe provocare una sensibilizzazione primaria alle proteine, per confermare tale ipotesi sono necessari ulteriori studi a supporto.

A fronte dell’approvazione da parte dell’Unione europea, è stato modificato l’allegato del regolamento di esecuzione (UE) 2017/2470, che riporta l’elenco dei nuovi alimenti istituiti dall’Unione. Infatti nella tabella dei nuovi alimenti autorizzati adesso si trova anche la voce “Polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus (grillo domestico)”.

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In quali alimenti si può trovare la farina di grilli?

La farina di grilli, ottenuta da allevamenti controllati e certificati e prodotta in linea con i principi delle buone pratiche di fabbricazione (GMP) e dell’analisi dei rischi e dei punti critici di controllo (HACCP), potrà essere aggiunta ad alcuni alimenti. Ma in quantità ridotta, come da normativa: ovvero da 0,1 grammi fino a 5 grammi per ogni 100 grammi, a seconda dei prodotti.

In particolare, tale farina si potrà utilizzare nella produzione di pane, cracker e grissini, biscotti, barrette ai cereali, snack e dolci. Ma anche in bevande tipo birra, salse e cioccolato, prodotti a base di patate, pasta e pizza, prodotti secchi a base di pasta farcita e non farcita.

Infine si può impiegare in minestre e piatti a base di leguminose e di verdure, siero di latte in polvere, prodotti sostitutivi della carne e preparati a base di carne. Tali alimenti potranno essere venduti nei supermercati e serviti nei ristoranti di tutti i paesi dell’Unione europea.

In realtà, gli insetti sono già utilizzati nell’alimentazione in molte parti del mondo come Africa, Asia e Sud America.

Ma, il più grosso ostacolo alla vendita di questi prodotti in Europa è la percezione negativa dei consumatori occidentali verso l’inserimento degli insetti nella propria alimentazione, per le proprie tradizioni gastronomiche e la cultura.

Infatti l’entomofagia, o il consumo di insetti, ha una cattiva reputazione. La più grande preoccupazione di mangiare insetti è dovuta al disgusto.

Questa riluttanza da parte dei consumatori spiega perché si stanno rinominando gli alimenti per insetti come polveri o farine, e la farina di grilli, in particolare, sia una delle stelle nascenti.

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Qual è il valore nutrizionale della farina di grilli?

La farina di grilli, ottenuta da grilli parzialmente sgrassati essiccati e macinati, è molto ricca di proteine. Infatti, contiene circa il 65% di proteine, mentre ad esempio la carne di pollo ne contiene solo il 23%.

Inoltre, è ricca di vitamine e minerali. In particolare include elevate quantità di vitamina B12 e di ferro. Quest’ultimo è compreso tra 6 e 8 milligrammi per 100 grammi, ovvero più di due volte la quantità degli spinaci.

In aggiunta sono presenti minerali come potassio, calcio, magnesio, zinco e selenio e acidi grassi tra cui l’acido linoleico, l’acido palmitico, l’acido oleico e l’acido stearico.

Che sapore ha la farina di grilli?

Molti presumono che i grilli abbiano un sapore disgustoso, senza averli mai provati.

Le persone che li hanno assaggiati descrivono il profilo aromatico della farina di grilli come leggermente simile alla nocciola e più piacevole del previsto.

La farina di grilli conferisce anche un sottile gusto terroso, che si maschera facilmente con altri ingredienti e sapori durante la lavorazione.

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Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura ( FAO ) gli insetti hanno un enorme potenziale di esprimere un impatto positivo sui problemi di sicurezza alimentare.

In particolare gli insetti producono meno gas serra e richiedono molta meno terra e acqua rispetto al bestiame.

Inoltre vivono naturalmente in un’ampia varietà di habitat in tutto il mondo, a differenza di molti tipi di bestiame, che hanno requisiti geografici specifici.

Poi sono anche molto efficienti nell’elaborare ciò che mangiano. Ad esempio, i grilli possono mangiare 2 kg di cibo e convertirlo in 1 kg di aumento del loro peso corporeo. Rispetto alle mucche e ad altri animali, questo è un ottimo tasso di trasformazione.

Tali questioni ambientali, in parte, possono essere affrontate con un passaggio dietetico a fonti proteiche alternative più sostenibili, come la farina di grilli, che secondo la FAO può:

  • mitigare l’aumento del costo delle proteine ​​animali
  • diminuire l’insicurezza alimentare
  • ridurre l’impatto ambientale
  • soddisfare il fabbisogno alimentare della popolazione in continua espansione
  • appagare la crescente richiesta di proteine ​​a livello globale.

Quanto costa la farina di grilli?

Il costo della farina di grilli è attualmente elevato a causa dell’aumento della domanda e dell’offerta limitata.

Ma se si considerano il basso uso concesso nei prodotti in vendita, i vantaggi nutrizionali e l’impatto ambientale, in tal senso la farina di grilli potrebbe far parte della spesa.

La farina di grilli è il cibo del futuro?

Come per qualunque settore emergente, il quadro completo della farina di grilli non è ancora ben definito.

Esistono ancora alcune controversie nella ricerca e nella regolamentazione e problemi nel ridimensionare i modelli di produzione a livello globale. Ma il problema principale resta la qualità percepita.

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