In una nuova valutazione, l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha concluso che l’esposizione al bisfenolo A (BPA) tramite gli alimenti è un problema per la salute dei consumatori di tutte le fasce d’età.

Dopo un’accurata ricerca gli esperti hanno riscontrato possibili effetti nocivi a carico del sistema immunitario.

Pertanto, il gruppo di esperti dell’EFSA ha notevolmente abbassato la dose giornaliera tollerabile (DGT) di BPA, che attualmente è pari a 4 microgrammi (ovvero 4 milionesimi di grammo) per chilogrammo di peso corporeo al giorno.

In particolare, il nuovo valore stabilito dall’EFSA è circa 20.000 volte inferiore al precedente e viene fissato a 0,2 nanogrammi (0,2 miliardesimi di grammo) per chilogrammo di peso corporeo al giorno.

Cos’è il bisfenolo A e dove si trova?

Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica che si trova nei contenitori di plastica di molti comuni alimenti e bevande e nel rivestimento interno delle lattine di metallo (ad esempio, in quelle utilizzate per pomodori, tonno e legumi in scatola).

Generalmente, i contenitori che possono contenere BPA sono contrassegnati con i codici di riciclaggio 3 o 7, oppure con la sigla PC.

Nella maggior parte dei casi, il bisfenolo A non è presente nelle bottiglie di plastica di acqua minerale, in quanto queste sono fatte in PET (polietilene tereftalato).

Gli studi hanno dimostrato che piccole quantità di BPA possono migrare dai contenitori e penetrare in cibo e bevande.

Ciò ha generato azioni normative in tutta l’Unione europea.

Infatti l’uso del BPA è stato già bandito dai biberon e dai contenitori per alimenti destinati ai bambini di età inferiore a 3 anni.

Inoltre in Francia, l’impiego di tale sostanza è completamente vietato in imballaggi, contenitori e utensili a contatto con prodotti alimentari.

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Bisfenolo A negli alimenti e rischi per la salute

Si ritiene che il bisfenolo A sia pericoloso per il sistema endocrino.

Secondo l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), molti bisfenoli possono causare problemi di riproduzione e ostacolare la normale funzione ormonale.

Alcuni studi poi hanno scoperto che alti livelli di BPA sono associati a insulino-resistenza, diabete di tipo 2 e obesità.

L’EFSA ha sollevato preoccupazioni anche su potenziali effetti dannosi sul sistema immunitario, con sviluppo di infiammazione allergica polmonare e malattie autoimmuni.

Gli esperti dell’EFSA, nella valutazione del rischio hanno considerato pure gli altri effetti potenzialmente nocivi per la salute. Ovvero quelli a livello dell’apparato riproduttivo, del sistema metabolico e dello sviluppo dell’organismo.

La valutazione ha riguardato un gran numero di studi pubblicati dal 2013. Anno che è stato individuato come limite rispetto alla precedente valutazione dell’EFSA del 2015. Secondo il presidente, il dottor Henk, il gruppo di lavoro dell’EFSA ha applicato un approccio sistematico e trasparente.

Sebbene il gruppo di esperti abbia usato le stime dell’esposizione al BPA estratte dalla sua precedente valutazione del 2015, riconosce che le restrizioni sui materiali di imballaggio introdotte dalle autorità di regolamentazione dell’UE da allora in poi, potrebbero averne ridotto l’apporto dietetico. Ciò significa che lo scenario configurato dall’EFSA è prudente.

Infatti diverse variabili possono influenzare il rischio globale per la salute di un individuo, come ad esempio lo stress, la genetica e la nutrizione.

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Bisfenolo A negli alimenti: misure normative

Sulla base del parere scientifico dell’EFSA sul BPA, i legislatori dell’UE dovranno esaminare le misure normative appropriate da adottare a tutela dei consumatori.

Infatti è responsabilità della Commissione europea e degli Stati membri, stabilire i limiti alla quantità di una sostanza chimica che può migrare dalle confezioni alimentari ai prodotti.

Come ridurre al minimo l’esposizione al BPA

Per limitare il più possibile l’esposizione a tale sostanza, può essere utile applicare alcune raccomandazioni suggerite dall’associazione di consumatori americani Environmental Working Group (EWG), che da anni è impegnata in campagne di sensibilizzazione contro il bisfenolo A.

– Evitare di dare alimenti in scatola con BPA a donne incinte e bambini.

– Scegliere prodotti conservati in materiali alternativi come il vetro.

– Evitare i cibi in lattina che non siano BPA-free.

– Limitare l’uso di alimenti confezionati in contenitori di plastica etichettati con i codici di riciclaggio 3 o 7 o con la sigla PC.

– Preferire il più possibile alimenti freschi ai prodotti in scatola.

Sciacquare con acqua corrente l’alimento conservato in scatola con BPA.

– Non usare la plastica contenente BPA nel microonde.

Non esporre mai ad alte temperature i contenitori che potrebbero contenerlo, poiché il loro riscaldamento può causare una maggiore migrazione di BPA.

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